Astronomica Langrenus


 

E' inutile osservare la Luna Piena ?

Niente di più falso !!

 

Abituati ad osservare la Luna nell'avvicendarsi delle proprie fasi andando alla ricerca di una infinita quantità di dettagli, a volte anche al limite delle possibilità teoriche dei nostri strumenti, l'osservazione della Luna Piena è sempre passata in secondo piano, letteralmente snobbata in quanto il Sole alto sull'orizzonte del nostro satellite modifica drasticamente l'osservabilità della stragrande maggioranza dei dettagli, esattamente il contrario di quando guardiamo le strutture lunari in prossimità del terminatore. Così come tanti altri Astrofili, anche il sottoscritto ha sempre considerato la Luna Piena come un "disco luminoso su cui non si vede niente", ritenendola utile "solo" per andare alla ricerca delle Raggiere Lunari, le grandi strutture ad elevata albedo che si sviluppano radialmente intorno a determinati crateri, tra cui Copernicus, Kepler, Herodotus-Aristarchus, Tycho, Byrgius-A, etc. Ad un certo punto, finalmente iniziano a sorgere alcuni dubbi: possibile che osservare la Luna Piena sia così inutile ? Ecco allora che inizia una serie di osservazioni visuali a medi ed elevati ingrandimenti non solo lungo tutto il bordo del disco lunare (che forse potrebbe anche avere una funzione quasi paragonabile ad una sorta di "terminatore"), ma anche puntando il telescopio su varie regioni del nostro satellite anche lontano dal bordo di questo bel pallone luminoso, ben consapevole che la buona riuscita di queste osservazioni viene condizionata anche dal fenomeno della librazione più o meno favorevole.

Il modesto lavoro presentato in questa pagina è stato effettuato in coincidenza col plenilunio del giorno 22 Luglio 2013 il cui punto massimo è avvenuto alle ore locali 20h 15'. L'acquisizione di tutti i 52 video è stata effettuata nell'arco temporale compreso dalle 22h 35' locali del 22 Luglio (video n° 01) fino alle 00h 03' locali del 23 Luglio (video n° 52). Pertanto il cosiddetto "ritardo" delle immagini acquisite rispetto al massimo di Luna Piena varia da un minimo di 2h 20' ad un massimo di 3h 48', condizioni osservative che non dovrebbero già risentire dell'effetto di "Luna Calante". La strumentazione utilizzata è un telescopio Mak-Rumak diametro di 255 mm F20, a fuoco diretto e senza interposizione di filtri. Telecamera CCD I.S. DBK41AS raw a colori con risoluzione di 1280 x 960. Durata media dei filmati 40-45" a 7 fps. Esposizione di 1/13 e Gain a 360-400. Formato video e codec Y800/RGB24. Al fine di velocizzare il tutto, elaborazione diretta dei video con Registax.6. Elaborazione delle immagini con i filtri Wavelets di Registax.6 e Photoshop.

Scopo di questa pagina è quello di porre in evidenza come la Luna Piena non sia solamente "quel bel pallone luminoso sul quale non si vede niente", ma una reale alternativa che ci consenta di osservare le medesime strutture geologiche in differenti condizioni di illuminazione solare, come già avviene quando percepiamo come viene modificato l'aspetto di un determinato cratere al variare della sua vicinanza alla linea del terminatore, oppure quando la medesima struttura viene osservata in Luna Calante o Crescente.     Luna Pie


Annotazione: L'immagine della Luna Piena che vedete qui sopra è stata acquisita da Astronomica Langrenus il 29 Ottobre 2012 (mosaico di circa 50 video con interposizione del riduttore di focale Meade a F7 circa). Su questa, sono poi stati realizzati i riferimenti utili per individuare la posizione sul disco lunare delle strutture citate nel presente lavoro. I numeri che vedete sul disco della Luna Piena (video n°....) corrispondono esattamente ai n°.... di ogni filmato indicati in corrispondenza delle rispettive immagini elencate nel sottostante prospetto. Certamente il tutto avrebbe potuto essere realizzato in modo più omogeneo senza tralasciare zone del bordo lunare, ma questa è stata una scelta dettata dalla necessità di estendere l'acquisizione di filmati anche ad altre zone lontane dal bordo del nostro satellite. Il sottoscritto ha dovuto fare i conti anche col rischio che eventuali banchi nuvolosi avrebbero imposto uno stop inderogabile. Tutte le immagini qui di seguito sono state acquisite durante il plenilunio del 22-07-2013. Quando si ripeteranno le medesime condizioni osservative, verranno acquisiti ulteriori filmati delle zone non ancora registrate lungo il bordo del disco lunare.

  • Video 01 - Cratere PLATO

  • Caratteristiche fisiche: Diametro di 104 km con pareti alte 2000 mt, fondo piatto di colore più scuro rispetto alla zona circostante.

  • Cosa osservare in luna piena: Sul fondo del cratere Plato il colore scuro della platea rende visibili alcuni craterini percepibili come piccole macchie biancastre. Nella platea di Plato è inoltre possibile osservare settori con lievi differenze di albedo. Nella zona circostante, all'esterno del cratere, può essere interessante l'osservazione dei piccoli gruppi montuosi nel nord di Imbrium (monti Teneriffe, etc), oltre alla vasta regione delle Alpi lunari attraversate dalla lunga e netta fenditura della Valle Alpina, perfettamente percepibile in luna piena come una striscia scura. Il colore relativamente scuro delle rocce basaltiche dei mari Imbrium e Frigoris (vedere l'immagine) rende interessante l'osservazione di una miriade di piccole macchie più chiare ognuna delle quali, una volta in prossimità del terminatore nelle corrispondenti fasi lunari, si rivelerà all'oculare con la tipica struttura craterifome.

 

  • Video 02 - Crateri ARCHIMEDES - ARISTILLUS - AUTOLYCUS

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Archimedes: Diametro di 85 km con pareti alte 2100 mt, fondo relativamente piatto con vari piccoli craterini - Cratere Aristillus: Diametro di 56 km con pareti alte 3600 mt, con gruppo collinare sul fondo - Cratere Autolycus: Diametro di 41 km con pareti alte 2400 mt, colline e piccole craterini sul fondo.

  • Cosa osservare in luna piena: Nelle scure platee dei crateri Archimedes e Autolycus potremo andare alla ricerca delle piccole macchie chiare a cui corrispondono i rispettivi craterini. Sul fondo di Aristillus osservare il gruppo collinare centrale e alcune macchie di colore chiaro. Nel caso specifico di questo cratere, come si vede nell'immagine qui a sinistra, le linee gialle delimitano una zona che dal settore N-NE si estende nell'adiacente pianura. Sarebbe interessante un'osservazione sistematica di quest'area al fine di comprendere se si tratta di rilievi oppure di antiche strutture crateriformi.

 

  • Video 03 - Cratere COPERNICUS

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Copernicus: Diametro di 95 km con pareti alte 3700 mt. Gruppo montuoso al centro del cratere con notevoli terrazzamenti delle pareti e grande raggiera esterna a sviluppo radiale.

  • Cosa osservare in luna piena: Le particolari condizioni di illuminazione solare in Luna Piena non consentono una dettagliata osservazione dei numerosi dettagli altrimenti percepibili anche con piccoli strumenti. In ogni caso i terrazzamenti delle pareti del cratere sono visibili come stretti cerchi concentrici, mentre il gruppo montuoso centrale si stacca nettamente dalla platea. Ma una delle principali "attrazioni" di Copernicus consiste nella grande raggiera che si sviluppa radialmente dal cratere estendendosi anche per varie centinaia di chilometri in tutte le direzioni. Osservando l'immagine qui a sinistra, all'esterno di Copernicus vediamo varie macchie di colore più scuro, tra le quali spiccano i piccoli crateri Copernicus-H (diametro di 4,5 km con pareti di 900 mt) e Gay-Lussac-N (diametro di 2 km): entrambi devono la loro colorazione molto probabilmente ad un'antichissima attività vulcanica lunare. E' comunque interessante l'osservazione delle innumerevoli piccole macchie di colore chiaro.

 

  • Video 05 - Cratere KEPLER

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Kepler: Diametro di 32 km con pareti alte 2700 mt, pareti terrazzate con piccoli rilievi collinari sul fondo.

  • Cosa osservare in luna piena: Guardando l'immagine qui a sinistra, oltre alla cerchia delle pareti ed il colore più chiaro dei rilievi collinari della platea, la struttura che risalta maggiormente è il grande sistema di raggi che si sviluppa radialmente da Kepler in tutte le direzioni. E' interessante notare come i principali segmenti di questa raggiera siano orientati da Kepler in direzione N-NW-W-SW, mentre in direzione Est la struttura radiale risulta relativamente più uniforme. Sono sempre innumerevoli le piccole macchie chiare dei craterini sparsi nell'Oceanus Procellarum.

 

  • Video 06 - Cratere REINER GAMMA - REINER

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Reiner Gamma: Diametro di 41 km. materiali di colore chiaro sia all'interno della platea che all'esterno - Cratere Reiner: Diametro di 31 km con pareti alte 2600 mt e piccolo gruppo montuoso centrale.

  • Cosa osservare in luna piena: Per quanto riguarda Reiner Gamma, una delle caratteristiche più interessanti è costituita dai materiali di colore chiaro esistenti sia nella sua platea, come all'esterno di essa. Questa struttura è sede delle più intense anomalie magnetiche rilevate sulla superficie lunare. Del cratere Reiner possiamo percepire la cerchia delle pareti e il colore chiaro del gruppo montuoso al centro della sua platea. Ad occidente di Reiner Gamma, si può vedere una porzione del grande sistema radiale che si sviluppa dal cratere Olbers nell'oceanus Procellarum in direzione N-NE.

 

  • Video 07 - Crateri SELEUCUS - EDDINGTON

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Seleucus: Diametro di 44 km con pareti alte 2300 mt. Fondo piatto con piccoli craterini e piccolo gruppo collinare centrale - Cratere Eddington: Diametro di 138 km e con pareti parzialmente distrutte.

  • Cosa osservare in luna piena: Del cratere Seleucus si percepisce chiaramente la cerchia delle pareti ed il piccolo gruppo di colline in posizione centrale. Per quanto riguarda Eddington, si tratta di una grande struttura crateriforme dal fondo relativamente pianeggiante, in cui è possibile osservare varie macchie di colore più chiaro. Ma ciò che attira maggiormente l'attenzione di un osservatore sono i lunghi e luminosi raggi che attraversano questo settore dell'Oceanus Procellarum, segmenti del grande sistema radiale che si sviluppa dal cratere Olbers. Infatti, guardando l'immagine, vediamo che uno di questi, proveniente da SW, passa tangente alla parete E-SE di Seleucus, proseguendo poi nell'Oceanus Procellarum in direzione NE fino a superare la zona di Aristarchus Plateau. E' importante osservare che in corrispondenza del cratere Seleucus questo raggio si sdoppia in un segmento meno luminoso il quale, dopo avere superato il cratere Schiaparelli, termina in prossimità di Aristarchus Plateau. La "luminosità" di questi raggi è in relazione alla riflettività dei materiali di cui essi sono costituiti.

 

  • Video 44 - Crateri HERODOTUS - ARISTARCHUS - BRIGGS - SELEUCUS - Vallis SCHROTERI

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Seleucus: Diametro di 44 km con pareti alte 2300 mt. Fondo piatto con piccoli craterini e piccolo gruppo collinare centrale - Cratere Herodotus: Diametro di 36 km con pareti di 1400 mt, platea appiattita e colma di materiale lavico scuro - Cratere Aristarchus: Diametro di 41 km con pareti di 3000 mt, nella platea gruppo montuoso centrale con varie irregolarità sul fondo - Cratere Briggs: Diametro di 37 km con pareti alte 1200 mt, nella platea gruppo montuoso centrale e linee di cresta - Vallis Schroteri: Lungo solco di 165 km, con profondità di circa 1000 mt e ampiezza da 5 a 10 km.

  • Cosa osservare in luna piena: Se osserviamo la regione lunare inquadrata in questa immagine partendo dall'orizzonte di NW, individueremo i crateri Briggs e Schiaparelli ricercando le rispettive cerchie montuose delle pareti. Al contrario, l'osservazione del cratere Seleucus verrà facilitata (vedi immagine) a causa delle pareti più elevate e dotate di evidenti terrazzamenti, risultando ben visibile anche il gruppo collinare centrale. Spostandoci nella parte destra della medesima immagine, ci avviciniamo alla grande struttura di origine vulcanica denominata Aristarchus Plateau in cui si trovano i crateri Herodotus, Aristarchus e la Vallis Schroteri. La differente morfologia che da sempre distingue il cratere Herodotus (platea relativamente appiattita colma di materiali lavici di colore scuro) è in nettissimo contrasto rispetto al cratere Aristarchus (platea contenente materiali anche ad elevata albedo, un gruppo montuoso centrale e varie strutture geologiche non chiaramente definibili.

  • Le tre immagini che vedete qui sotto, costituiscono il risultato finale di tre differenti processi di elaborazione finalizzati ad evidenziare la struttura interna del cratere Aristarchus, partendo dalla medesima immagine acquisita in Luna Piena che vedete qui a sinistra. Per quanto riguarda il cratere Herodotus, si confermano alcune zone in cui si notano chiazze con albedo lievemente più elevata rispetto al resto della platea.

  • Una cosiddetta "struttura geologica" visibile in modo particolare proprio in Luna Piena è costituita dalla Raggiera di Herodotus - Aristarchus, un grande sistema di raggi che dall'area immediatamente circostante a questi due crateri si sviluppa radialmente in tutte le direzioni anche per centinaia di chilometri. Molto interessante si rivelerà l'osservazione delle interconnessioni con le raggiere provenienti dai crateri Copernicus e Kepler, così come di tutte le altre strutture simili visibili sul nostro satellite in Luna Piena.

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  • Video 10 - Crateri GRIMALDI - RICCIOLI

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Grimaldi: Diametro di 228 km con platea pianeggiante e cosparsa di innumerevoli piccoli craterini - Cratere Riccioli: Diametro di 150 km e con pareti parzialmente distrutte.

  • Cosa osservare in luna piena: Come si evince chiaramente dall'immagine qui a sinistra, appare netta la distinzione delle zone di colore scuro in cui il suolo lunare è ricoperto da rocce basaltiche di origine magmatica, in netto contrasto con le rocce di colore più chiaro tipiche delle regioni degli altipiani. Nel cratere Grimaldi abbiamo una vastissima estensione pianeggiante di colore scuro in cui andare a cercare i piccoli crateri che in Luna piena si trasformano in macchie di colore chiaro. Nel caso di Riccioli, invece, osserviamo una porzione scura ed una chiara, indubbiamente un segno inconfondibile della differente storia geologica di queste due grandi strutture crateriformi.

 

  • Video 11 - Crateri MAIRAN - GRUITHUISEN - Domi Gruithuisen DELTA e GAMMA

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Mairan: Diametro di 41 km con pareti di 3400 mt, con piccoli crateri e colline sul fondo - Cratere Gruithuisen: Diametro di 17 km con pareti di 1900 mt, fondo relativamente piatto. Domo Gruithuisen Delta: Rilievo di origine vulcanica con lunghezza di 34 km e altezza 1600 mt - Domo Gruithuisen Gamma: Rilievo di origine vulcanica con lunghezza di 20 km e con un cratere sulla sommità di 900 mt di diametro.

  • Cosa osservare in luna piena: La regione lunare inquadrata nell'immagine qui a sinistra si trova in prossimità di tre grandi distese pianeggianti: Il mare Imbrium, il Sinus Roris/mare Frigoris e la vastissima estensione dell'Oceanus Procellarum. Del cratere Mairan possiamo notare la cerchia delle pareti e la sua platea di colore più scuro. Spostandoci sull'estremità meridionale di questo altopiano, dalla colorazione più chiara rispetto alle rocce basaltiche delle pianure circostanti, il generale appiattimento dei dettagli superficiali a causa dell'altezza del sole nel cielo lunare, non aiuterà certamente l'osservazione di due interessanti rilievi di origine vulcanica: i domi Gruithuisen Delta (lunghezza 34 km, altezza 1600 mt) e Gruithuisen Gamma (lunghezza 20 km con un cratere sommitale di 900 mt). Se osservati in prossimità del terminatore, questi domi sono perfettamente visibili con la loro imponente mole e la tipica conformazione a cupola di questi edifici vulcanici. Nelle fasi prossime a Luna piena l'individuazione di queste strutture può essere facilitata tenendo in considerazione il breve collegamento fra le due piccole zone pianeggianti adiacenti (perfettamente visibile data la sua colorazione più scura, vedere l'immagini qui a sinistra).

 

  • Video 12 - Cratere e raggiera di PROCLUS (a)

  • Caratteristiche fisiche: Cratere Proclus: Diametro di 29 km con pareti alte 2400 mt. Il fondo è relativamente appiattito e con un piccolo rilievo collinare al centro.

  • Cosa osservare in luna piena: In questa immagine (e seguente), il paesaggio lunare in Luna Piena è dominato dalla notevole albedo del cratere Proclus, in modo particolare le pareti, sulle quali diviene impossibile distinguere qualsiasi dettaglio. La principale caratteristica è costituita dalla luminosissima raggiera che si sviluppa da Proclus, ma non si può certamente affermare che questa sia disposta radialmente intorno ad esso. Infatti, guardando l'immagine qui a sinistra, è subito evidente come la maggior parte dei raggi sia orientata in direzione NW-N-NE e S-SE, mentre verso Est deboli raggi raggiungono la piana del mare Crisium, nel quale si rendono percepibili anche raggi orientati N/S. Curiosamente ad ovest di Proclus, verso la Palus Somni e il mare Tranquillitatis, non si notano raggi in questa direzione. E' inoltre interessante osservare il mare Crisium andando alla ricerca di alcuni crateri quasi completamente sepolti sotto lo strato di Regolite che ricopre la superficie lunare, in particolare lungo il margine occidentale di Crisium.

 

Video 38 - Raggiera di PROCLUS - Crateri PROCLUS - MACROBIUS (b)

Caratteristiche fisiche: Cratere Macrobius: Diametro di 66 km e pareti alte 3700 mt, con rilievo montuoso e colline nella sua platea - Cratere Proclus: Diametro di 29 km con pareti alte 2400 mt. Il fondo è relativamente appiattito e con un piccolo rilievo collinare al centro. 

Cosa osservare in luna piena: Oltre a quanto già scritto riguardo la raggiera del cratere Proclus, a differenza della precedente, in questa immagine (è inquadrata con spostamento più a nord) è possibile osservare la medesima struttura ma con accentuazione del contrasto. In questo modo sono maggiormente visibili i numerosi segmenti che compongono questa raggiera e le varie zone con differente albedo.
  • Video 13-14 - Mare CRISIUM

  • Caratteristiche fisiche: Mare Crisium: Diametro di 638 km (lato maggiore orientato E/W) con superficie totale di 180.000 kmq.

  • Cosa osservare in luna piena: Situato nella parte centrale del settore orientale del nostro satellite, il mare Crisium vide le proprie origini 3,8 miliardi di anni fa in seguito ad un gigantesco impatto con un corpo meteoritico. Oggi, in modo particolare in Luna Piena, è perfettamente individuabile data la scura colorazione delle rocce laviche che un tempo risalirono in superficie riempiendo la grande voragine di Crisium, in netto contrasto col colore chiaro delle rocce che ricoprono gli altipiani. Il fondo di questa pianura lunare ci appare cosparso da innumerevoli macchie biancastre, corrispondenti ad altrettanti piccoli crateri. La piana di Crisium consente inoltre l'osservazione di vari segmenti della raggiera che dal cratere Proclus si estende parzialmente anche in questa direzione. Ancora più ad oriente, in prossimità del bordo lunare est, sarà interessante osservare varie zone di colore scuro, tra cui il mare Marginis.

 

  • Video 15 (sinistra) e Video 39 (destra) - Mare UNDARUM - Mare MARGINIS - Crateri FIRMICUS - NEPER

  • Caratteristiche fisiche: Mare Undarum: Dimensioni di 206 km, con una superficie di 26000 kmq - Mare Marginis: Dimensioni di 370 km, con una superficie di 62000 kmq - Cratere Firmicus: Diametro di 58 km con pareti alte 1700 mt, fondo relativamente appiattito - Cratere Neper: Diametro di 141 km, con terrazzamenti delle pareti. Sul fondo un gruppo montuoso centrale, colline e piccoli crateri.

  • Cosa osservare in luna piena: La regione lunare inquadrata nelle due immagini che potete vedere qui sopra si trova in prossimità del bordo orientale della Luna, poco a S-SE del mare Crisium. L'area denominata mare Undarum comprende una serie di strutture crateriformi parzialmente colmate dal materiale lavico risalito in superficie in epoche remote, infatti risulta facilmente individuabile per la sua colorazione più scura rispetto agli altipiani circostanti. A breve distanza possiamo osservare la scura platea del cratere Firmicus, considerato tale in quanto non compreso nel contesto geologico del mare Undarum. Proprio in corrispondenza del bordo lunare orientale vediamo Neper, grande struttura crateriforme di 141 km di diametro con un sistema di pareti terrazzate. Sul fondo di questo cratere un gruppo montuoso centrale, colline e vari crateri. A nord di Neper si vede una porzione del mare Marginis.

  • Video 16 - 17 (mosaico) - Mare SMYTHII

  • Caratteristiche fisiche: Mare Smythii: Superficie di 104000 kmq.

  • Cosa osservare in luna piena: In corrispondenza dell'estremo bordo lunare Est si nota la vasta distesa del mare Smythii. Quest'area relativamente pianeggiante contiene vari gruppi di colline e crateri. Un importante dettaglio del mare Smythii è costituito dalla colorazione abbastanza uniforme, molto simile a quella degli altipiani circostanti. Infatti il fondo e i vari crateri in esso contenuti non presentano apparenti differenze di albedo, rendendone difficoltosa l'individuazione. (più avanti, in "video 22" vedere il confronto con Bailly).

  • Video 19 - 20 (mosaico) - Estremo SUD
    Caratteristiche fisiche: Crateri Demonax (diametro 117 km) - Scott (diametro 111 km) - Newton-A (diametro 64 km) - Newton (diametro 82 km, pareti alte 8000 mt !!) - Short (diametro 51 km, pareti alte 5700 mt !!) - Moretus (diametro 117 km, pareti alte 5000 mt !!) - Curtius  (diametro 99 km) - Simpelius (diametro 71 km) - Schomberger (diametro 88 km) - Manxinus (diametro 100 km) - Boguslawsky (diametro 100 km) - Boussingault (diametro 134 km).
    Cosa osservare in luna piena: In queste due immagini (vedere sopra e sotto), è stata inquadrata una vasta regione sugli altipiani delle estreme regioni meridionali del nostro satellite. L'elevatissima densità della craterizzazione, tipica di queste aree, ha reso necessario limitarne l'ndividuazione alle principali strutture crateriformi. Quando, in relazione all'avvicendarsi delle fasi, questi altipiani si trovano in prossimità del terminatore lunare, anche un piccolo strumento mostra una grande quantità di dettagli. Dando per scontato che in Luna Piena l'altezza del Sole sull'orizzonte lunare introduce un vero e proprio generale appiattimento delle varie strutture superficiali, avremo comunque la concreta possibilità di andare alla ricerca almeno dei principali crateri basandoci anche sulle ombre che le rispettive pareti proiettano in relazione alla provenienza della luce solare, valutando inoltre eventuali differenze di albedo. Lungo l'orizzonte sono percepibili le sagome di strutture geologiche simili a catene montuose.
    • Video 22 - Cratere BAILLY

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Bailly: Diametro di 311 km, il più esteso cratere esistente sull'emisfero lunare rivolto verso il nostro pianeta.

    • Cosa osservare in luna piena: E' situato in prossimità del bordo lunare S-SW. Nella sua vastissima platea possiamo osservare crateri di varie dimensioni ed una infinità di piccoli craterini individuabili come macchie biancastre (compatibilmente con le limitazioni imposte dalla turbolenza atmosferica e dalla posizione di questa strutttura sul disco lunare). Secondo chi scrive, il cratere Bailly (che potrebbe essere benissimo considerato un "mare") ed il mare Smythii sembrano accomunati da alcune peculiarità, fra le quali una colorazione chiara tipica degli altipiani e l'assenza nella propria area di zone con differente albedo, in netto contrasto con altre simili strutture geologiche lunari. (per un confronto col mare Smythii vedere sopra, al "video 16-17"). Quali avvenimenti della storia geologica del nostro satellite hanno accomunato Bailly e Smythii ?

    • Per la presente fase lunare, il cratere Hausen (diametro di 172 km con pareti alte 3800 mt) coincide col punto di massima librazione.

     

    A B
    Video 23-24-34 (mosaico) - Segmenti raggiera cratere TYCHO verso NW - Lato ovest del mare NUBIUM
    Caratteristiche fisiche: Mare Nubium: Dimensioni di 770 km con una superficie totale di 254000 kmq (in queste immagini è inquadrata solo la porzione ovest).
    Cosa osservare in luna piena: Tra i raggi di maggiore rilievo che si dipartono da Tycho vi è quello orientato in direzione NW. Questo sembra costituito da vari segmenti affiancati i quali, superata una porzione dell'altipiano meridionale, raggiungono il mare Nubium percorrendo il suo lato occidentale e, una volta superato il cratere Bullialdus, vanno a terminare poco a nord del cratere Lubiniezky dopo avere percorso una distanza di circa 800-900 km. Molto interessanti sono le varie irregolarità presenti lungo il percorso di questi segmenti altamente riflettenti, la cui morfologia sembra escluderne lo sviluppo radiale dall'area del cratere Tycho. Nell'immagine "B" (sopra a destra) è stato accentuato il contrasto. La vastissima pianura del mare Mubium (di cui ne vediamo solo il settore ovest) si presenta con la tipica colorazione scura delle rocce basaltiche laviche, in cui si possono osservare distintamente i contorni dei principali crateri oltre alle numerose piccole macchie biancastre. Varie sono le zone con differente albedo, sulle quali prevale l'elevata riflettività dei materiali che costituiscono i segmenti della raggiera proveniente dal cratere Tycho.
    Video 49 - Cratere TYCHO
    Caratteristiche fisiche: Cratere Tycho: Diametro di 88 km con pareti alte 4800 mt. Gruppo montuoso centrale nella platea con piccoli crateri e varie colline.
    Cosa osservare in luna piena: In una delle regioni lunari in cui la craterizzazione ha raggiunto elevatissime concentrazioni, l'altopiano meridionale, possiamo osservare Tycho individuabile in luna Piena tenendo in considerazione, oltre che la posizione geometrica sul disco lunare, anche la presenza di una grande raggiera ad elevata riflettività che dal cratere si sviluppa radialmente in tutte le direzioni per centinaia di chilometri, oltre ad un vero e proprio alone di colore più scuro situato immediatamente all'esterno di Tycho. La bassa albedo di questo alone che circonda letteralmente il cratere Tycho (così come tanti altri crateri con simili caratteristiche sparsi sul suolo lunare), è in stretta relazione con l'accumulo dei materiali ricaduti al suolo dopo l'impatto che ne originò la formazione. In alto a sinistra, guardando l'immagine, è possibile osservare l'inizio dei segmenti della raggiera di Tycho orientati in direzione del mare Nubium (vedere anche in "video 23-24-34")

    • Video 26 - Crateri HANSTEEN - BILLI - CRUGER - SIRSALIS - ZUPUS

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Hansteen: Diametro di 46 km con pareti di 1250 mt, varie colline sul fondo - Cratere Billi: Diametro di 48 km con pareti alte 1200 mt, platea appiattita colma di materiale lavico scuro - Cratere Cruger: Diametro di 48 km e pareti di 500 mt, fondo liscio di colore molto scuro - Cratere Sirsalis: Diametro di 43 km parzialmente sovrapposto a Sirsalis-A (quest'ultimo si rende meglio visibile in prossimità del terminatore) - Cratere Zupus: Diametro di 49 km, forma irregolare e pareti quasi inesistenti.

    • Cosa osservare in luna piena: La regione lunare ripresa in questa immagine è situata nel settore W-SW del nostro satellite. Appare subito evidente la notevole colorazione del materiale lavico che in epoche lontane riempì i crateri Cruger e Billi, in netta contrapposizione rispetto ai crateri Hansteen e Sirsalis nei quali prevalgono materiali più chiari simili agli altipiani. Tale situazione, molto probabilmente, ha avuto origine a causa della differente dinamica dell'impatto da cui ne derivò un'altrettanto differente storia geologica. E' interessante precisare che Hansteen e Billi costituiscono un'inconfondibile coppia di crateri (uno chiaro ed uno scuro), mentre il cratere Sirsalis-A (in coppia stretta con Sirsalis) si rende meglio osservabile in prossimità del terminatore nella corrispondente fase lunare. Inoltre vi è l'irregolare conformazione di Zupus, anche questo ricolmo di materiale lavico molto scuro.

     

    • Video 27 - Crateri GASSENDI - GASSENDI-A - Mare HUMORUM

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Gassendi: Diametro di 114 km con pareti alte circa 2000 mt, fondo con numerosi piccoli crateri, solchi e gruppo montuoso centrale - Cratere Gassendi-A: Diametro di 33 km con pareti alte 3600 mt, con vari rilievi nella platea - Mare Humorum: Diametro di 390 km con una superficie di circa 100000 kmq.

    • Cosa osservare in luna piena: Al centro di questa immagine vediamo Gassendi, cratere di 114 km di cui in Luna Piena si nota il contorno delle pareti oltre alle macchie biancastre del gruppo montuoso centrale e di vari crateri minori. Osservando con attenzione si rendono percepibili anche mumerose linee più chiare a cui corrisponde il reticolo di solchi esistente nella sua platea. Innumerevoli le piccole macchie biancastre dei molti craterini sparsi in tutta questa regione lunare.

     

    • Video 30 - Crateri DIONYSIUS - ARIADAEUS-E - AGRIPPA - GODIN

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Dionysius: Diametro di 19 km con pareti di 2700 mt - Cratere Ariadaeus-E: Diametro di 24 km, fondo piatto di colore scuro - Cratere Agrippa: Diametro di 48 km e pareti alte 3000 mt, nella platea piccoli crateri e rilievi collinari - Cratere Godin: Diametro di 36 km con pareti di 3200 mt, nella platea gruppo montuoso e varie colline.

    • Cosa osservare in luna piena: Sulla destra dell'immagine qui a lato abbiamo il margine occidentale del mare Tranquillitatis e la regione immediatamente circostante, con crateri di vario diametro di cui si rendono visibili i contorni delle rispettive pareti. La struttura più interessante pare essere Dionysius, cratere di 19 km intorno al quale si sviluppa radialmente una raggiera estesa in tutte le direzioni, limitandone però l'estensione alla zona circostante. Osservando attentamente questa immagine, il cratere Dionysius sembrerebbe occupare una posizione decentrata rispetto alla struttura da cui si diparte il sistema radiale. A sinistra nell'immagine vediamo la nota coppia di crateri costituita da Agrippa e Godin. Infine Ariadeus-E, cratere colmo di materiale lavico di colore scuro, situato all'estremità orientale della Rima Ariadeus, lungo solco di circa 230 km (vedi immagine).

     

    • Video 31-35 - Crateri UKERT - BODE - Sinus MEDII

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Ukert: Diametro di 24 km con pareti alte 2800 mt, fondo piatto con rilievo centrale - Cratere Bode: Diametro di 19 km con pareti alte 3500 mt, platea relativamente appiattita - Sinus Medii: Dimensioni di 360 km con superficie di circa 55000 kmq, situato al centro geometrico del disco lunare.

    • Cosa osservare in luna piena: Ci troviamo nel settore settentrionale del Sinus Medii, ubicato esattamente al centro del disco lunare. I principali crateri esistenti in questa regione mostrano la rispettiva cerchia montuosa, unitamente alla eventuale platea di colore più chiaro o più scuro in relazione ai materiali di cui sono ricoperti. Intorno al cratere Triesnecker, quando questo si trova in prossimità del terminatore, è possibile osservare una nota ed interessantissima ragnatela di solchi, quasi completamente cancellata in Luna Piena a causa dell'altezza del Sole sull'orizzonte lunare.

    A B
    Video 32 - Cratere ERATOSTHENES - Sinus AESTUUM
    Caratteristiche fisiche: Cratere Eratosthenes: Diametro di 60 km con pareti alte 3600 mt, gruppo montuoso e vari piccoli crateri nella platea - Sinus Aestuum: Distesa pianeggiante con diametro di 236 km.
    Cosa osservare in luna piena: L'aspetto principale visibile in questa immagine è costituito dal settore della raggiera che dal cratere Copernicus si estende in direzione E-NE fino ad interessare il mare Imbrium, il Sinus Aestuum ed il cratere Eratosthenes. Abituato ad osservare questa regione lunare quando si trova in prossimità del terminatore, in Luna Piena prevale indiscutibilmente la presenza della raggiera di Copernicus. Infatti, l'immagine "B" è stata elaborata in modo da evidenziare come i vari segmenti di questa imponente raggiera, in determinate condizioni di illuminazione solare, interferiscano con le strutture geologiche del nostro satellite fino a sovrastarle quasi completamente. E' da precisare che la catena di piccoli crateri evidenziata dalle linee gialle (a sinistra nelle due immagini qui sopra), se osservata in prossimità del terminatore lunare non presenta un andamento semicircolare ma prosegue in direzione nord verso l'estremità meridionale del mare Imare Imbrium. Il cratere Copernicus non è inquadrato in queste immagini.
    • Video 33 - Cratere SCHICKARD

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Schickard: Diametro di 233 km e pareti alte fino a 2700 mt.

    • Cosa osservare in luna piena: Nella regione lunare inquadrata da questa immagine il paesaggio è dominato dal grande cratere Schickard. Questa vastissima struttura crateriforme ha la platea in cui prevalgono grandi estensioni con differente albedo, la zona centrale ricoperta da materiali più chiari in netto contrasto con la colorazione più scura dei materiali che ricoprono gli altri settori di quello che è uno dei più estesi crateri osservabili sull'emisfero lunare rivolto verso la Terra.

     

    A B
    • Video 36 - Crateri MENELAUS - MANILIUS - Mare VAPORUM

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Menelaus: Diametro di 27 km e pareti alte 3000 mt. Rilievi collinari nella platea - Cratere Manilius: Diametro di 41 km e pareti di 3100 mt, pareti terrazzate e gruppo montuoso centrale - Mare Vaporum: Diametro di 236 km con superficie di 55000 kmq.

    • Cosa osservare in luna piena: La regione indicata si trova in prossimità del margine meridionale del mare Serenitatis e il settore Nord del mare Vaporum. A parte i due principali crateri della zona, Menelaus e Manilius (rispettivamente di 27 e 41 km), di cui è facilmente individuabile la cerchia delle pareti ed il fondo con macchie a differente albedo, questa potrebbe essere anche considerata come "la regione dei laghi lunari". Infatti, come indicato anche nell'immagine "A" (vedi sopra), nell'area del mare Vaporum (settore nord) osserviamo il Lacus Doloris (estensione di 114 km), il Lacus Lenitatis (estensione di 124 km), Lacus Hiemalis (estensione di 51 km). Poi vediamo il Sinus Honoris (estensione di 104 km), ma quest'ultimo fa parte del mare Tranquillitatis (nell'immagine "A" in basso a destra). La grande pianura in cui si trova il cratere Manilius è il mare Vaporum, esteso a S-SE della catena montuosa degli Appennini lunari. Nell'immagine "B" (vedi sopra), le linee gialle delimitano alcuni segmenti di un sistema di raggi (ma sarebbe più corretto definirli "strisce biancastre) che dal mare Vaporum sono orientati in direzione del cratere Bessel attraversando il mare Serenitatis ma, osservando attentamente immagini del settore Nordest del nostro satellite, sembra che tali strutture ad elevata riflettività raggiungano addirittura il cratere Gartner con una lunghezza complessiva di circa 900 km.

    • Video 41-42 - Mare AUSTRALE - Crateri LYOT - OKEN - HAMILTON

    • Caratteristiche fisiche: Mare Australe: Dimensioni di 515 km con superficie totale 151000 kmq, si estende anche sull'altro emisfero - Cratere Lyot: Diametro di 145 km con pareti danneggiate e poco elevate - Cratere Oken: Diametro di 75 km con pareti poco elevate - Cratere Hamilton: Diametro di 60 km, pareti terrazzate e vari crateri e rilievi nella platea.

    • Cosa osservare in luna piena: Stiamo osservando una porzione delle estreme regioni di SE dominate dalla vastissima area denominata mare Australe la cui superficie complessiva è di 151000 kmq, considerando che questa si estende anche nell'altro emisfero lunare. Non si tratta di una anonima distesa pianeggiante ma è un insieme di vere e proprie strutture crateriformi anche di notevole diametro, come dimostra l'immagine che vedete qui a lato. Infatti, sono numerose le zone la cui colorazione più scura rivela la presenza di rocce laviche a bassa albedo, a cui corrispondono i rispettivi crateri di cui la particolare illuminazione solare in Luna Piena ci consente comunque di osservare nettamente la cerchia montuosa delle pareti ed eventuali dettagli nella platea. E' doveroso puntualizzare come la morfologia del mare Australe ci conduca all'enorme bacino di Aitken: due grandi strutture molto simili (ma non per le dimensioni !), ben lontane dal noto e consueto standard dei cosiddetti bacini da impatto che siamo abituati ad osservare con i nostri telescopi. Un'altra conferma della differente storia geologica vissuta miliardi di anni fa dai due emisferi lunari.

     

    • Video 52 - Crateri HUMBOLDT - HECATAEUS - GIBBS - BALMER - ANSGARIUS

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Humboldt: Diametro di 213 km, nella platea numerosi solchi, rilievi montuosi e colline, vari crateri e zone con differente albedo - Cratere Hecataeus: Diametro di 131 km, con rilievi montuosi e crateri minori nella platea - Cratere Gibbs: Diametro di 80 km e pareti poco elevate, platea scura con rilievo centrale - Cratere Balmer: Diametro di 116 km con pareti poco elevate, platea scura con vari piccoli crateri - Cratere Ansgarius: Diametro di 97 km con pareti terrazzate e piccoli crateri nella platea.

    • Cosa osservare in luna piena: L'immagine qui a sinistra inquadra la regione lunare a nord del cratere Humboldt, in prossimità del terminatore di SE. Nonostante le particolari condizioni di illuminazione solare che abbiamo in Luna Piena, sono numerose le strutture crateriformi individuabili senza troppe difficoltà, fra cui le più estese sono Hecataeus (131 km), Balmer (116 km) e Ansgarius (97 km). Del grande cratere Humboldt (completamente visibile in "video 43"), in questa immagine vediamo solamente l'estremità settentrionale. Interessante anche osservare Gibbs col piccolo craterino ad elevata albedo incastonato sulla sua parete di NE.

     

    • Video 43 - Crateri HUMBOLDT - HECATAEUS - PHILLIPS - LEGENDRE

    • Caratteristiche fisiche: Cratere Humboldt: Diametro di 213 km, nella platea numerosi solchi, rilievi montuosi e colline, vari crateri e zone con differente albedo - Cratere Hecataeus: Diametro di 131 km, con rilievi montuosi e crateri minori nella platea - Cratere Phillips: Diametro di 128 km con pareti poco elevate, nella platea linee di cresta e vari piccoli crateri - Cratere Legendre: Diametro di 82 km, pareti poco elevate e piccoli crateri nella platea con vari rilievi collinari.

    • Cosa osservare in luna piena: Ci troviamo in prossimità del bordo lunare di SE, indicativamente alla medesima latitudine del noto cratere Petavius. (nell'immagine percepibile in alto a sinistra col proprio solco). In questa zona il paesaggio lunare è indiscutibilmente dominato da Humboldt, grande struttura crateriforme con diametro di 213 km. Nonostante le particolari condizioni di illuminazione solare, in questo cratere osserviamo vari gruppi montuosi al centro della platea, crateri minori e zone dalla colorazione più scura. Quando Humboldt viene a trovarsi in prossimità del terminatore lunare ed in favorevoli condizioni di librazione, si rende visibile una serie di lunghi solchi. In ogni caso, anche l'individuazione degli altri crateri citati in questa immagine è condizionata dalle condizioni di librazione oltre che dalla turbolenza atmosferica, la quale viene accentuata dalla posizione di queste strutture in prossimità del bordo lunare. Anche le ombre proiettate dalle pareti illuminate dalla luce solare possono contribuire all'individuazione delle rispettive strutture.

     

    Video 51 - Crateri BYRGIUS - BYRGIUS/A - BYRGIUS/D - HENRY - HENRY FRERES
    Caratteristiche fisiche: Cratere Byrgius: Diametro di 90 km con piccoli crateri e varie strutture geologiche nella platea - Cratere Byrgius/A: Diametro di 19 km con raggiera a sviluppo radiale - Cratere Byrgius/D : Diametro di 27 km - Cratere Henry: Diametro di 43 con pareti poco elevate, fondo piatto con linee di creste - Cratere Henry Freres: Diametro di 43 km con piccoli crateri e colline nella platea.
    Cosa osservare in luna piena: Ci troviamo nel settore SW della Luna alla medesima latitudine del mare Humorum e la struttura che domina nel paesaggio di questa regione è indubbiamente il cratere Byrgius-A con la propria spettacolare raggiera. Più correttamente dovremmo scrivere che Byrgius-A e Byrgius-D sono situati in corrispondenza delle pareti rispettivamente Est ed Ovest del grande cratere Byrgius, struttura di 90 km ma non facilmente individuabile quando il sole è alto nel cielo lunare, nemmeno andando a cercare le ombre delle sue pareti. Al contrario Byrgius-A ci appare luminosissimo, in netto contrasto con Byrgius-D del quale notiamo le pareti illuminate dal Sole ed alcune piccole chiazze chiare nella sua scura platea. Anche la coppia di crateri Henry ed Henry Freres si rende abbastanza individuabile con la cerchia delle loro pareti illuminata dalla luce solare. Per quanto riguarda la raggiera che si sviluppa da Byrgius-A, se guardiamo attentamente le immagini qui sopra (e ancora meglio con le osservazioni visuali al telescopio), notiamo che non si tratterebbe di un vero e proprio "sviluppo radiale" ma la stragrande maggioranza dei segmenti di questa spettacolare struttura ad elevata albedo sembrano orientati nel senso N-NW / S-SE, limitandone l'estensione (almeno apparentemente) in direzione W-SW ed E-NE solamente in pochi casi.

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