Astronomica Langrenus


 

Dettagli lunari e terrestri a confronto

 

  • Abbiamo sempre osservato la Luna anche senza l'ausilio di strumenti ottici ammirandone i molteplici aspetti nei più svariati contesti paesaggistici oppure anche utilizzando un semplice binocolo o un piccolo telescopio, mentre questo scritto si propone di evidenziare una differente e probabilmente più realistica percezione, certamente in alcuni casi un po’ estremizzata, dei dettagli delle strutture superficiali del nostro satellite se osservate in stretta relazione ad elementi naturali o artificiali di analoghe dimensioni esistenti sul nostro pianeta. Al fine di una corretta lettura ed interpretazione delle immagini allegate unitamente ai rispettivi riferimenti, si precisa che il cerchio di colore giallo che vedete sta ad indicare le esatte dimensioni (per quanto possibile) del disco lunare sovrapposto alla rispettiva area del globo terrestre. Analogamente, per le immagini telescopiche delle strutture lunari minori citate nel presente lavoro, ad esempio pianure, catene montuose, crateri, monti isolati, domi, ecc, il cerchio giallo di riferimento indica le esatte proporzioni fra la singola struttura del nostro satellite e il corrispondente dettaglio terrestre.

 


 

Iniziando dal disco lunare che, come ben sappiamo ha un diametro di 3472 km ed un raggio di 1736 km, una volta sovrapposto virtualmente ad un'immagine del globo terrestre (diametro di 12742 km) rispettandone esattamente le rispettive proporzioni, questo verrebbe ad occupare ad esempio un'area equivalente all'Africa nordoccidentale (vedi cerchio giallo, sotto).

(sopra, immagine 01)


ad eccezione delle zone costiere atlantiche oppure la vediamo rispetto al settore centrale dell'oceano Atlantico. (vedere sotto)

(sopra, immagine 02)


 risultando poi ancora più interessante la sovrapposizione del disco lunare rispetto al Continente Antartico dove va ad occuparne gran parte della superficie ad eccezione delle rispettive zone costiere e della penisola Antartica. (vedere sotto)

(sopra, immagine 03)


 Per quanto riguarda l'Europa l'area corrispondente al disco lunare interesserebbe gran parte del Continente Europeo oltre alle coste dell'Africa settentrionale. (vedere sotto)

(sopra, immagine 04)


Prendiamo ora in considerazione alcuni dei grandi bacini da impatto che chissà quante volte molti appassionati di osservazioni lunari avranno scandagliato con i loro strumenti ed iniziamo dall’enorme mare Imbrium  situato nel settore centrosettentrionale della Luna con una superficie di circa 900.000 kmq ed un diametro di 1300 km. Considerando come punto di riferimento centrale il piccolo cratere Carlini-D di 9 km di diametro se ne è ipotizzata la sovrapposizione sulla città di Roma constatando che l’area che verrebbe occupata dal mare Imbrium si estenderebbe su una circonferenza delimitata dalle città di Aosta e Innsbruck a nord; Tunisi, Pantelleria e Siracusa a sud; Tirana e Graz a est; Marsiglia e il tratto di mare fra la Sardegna e le Isole Baleari ad ovest. (vedere sotto)

(sopra, immagine 26)


Passiamo ora al mare Serenitatis,  situato nel settore centro settentrionale del nostro satellite, con una superficie di 360.000 kmq ed un diametro di 670 km. Per la sovrapposizione di questa vastissima pianura lunare sul globo terrestre si è ritenuto di considerare la penisola Iberica dove l'estensione del mare Serenitatis lascerebbe scoperte solamente le zone costiere dell'Atlantico e del Mediterraneo oltre alla regione Pirenaica. (vedere sotto)

(sopra, immagine 05)


E riguardo l'arcinoto mare Crisium rispetto all'Italia? Anche questo è un grande bacino da impatto con una superficie di 181.000 kmq ed un diametro est/ovest di 490 km la cui larghezza subisce l'inevitabile effetto dello schiacciamento prospettico trovandosi decentrato verso il bordo lunare. Bene, la circonferenza di colore giallo che vedete sull'Italia Centrale con perno nella zona fra L'Aquila e Avezzano sta ad indicare l'area (con diametro di 490 km) che verrebbe interessata in seguito all’ipotetica sovrapposizione del mare Crisium, estesa dal mare Tirreno quasi in prossimità di Sardegna e Corsica fino all'altra sponda dell'Adriatico.

(sopra, immagine 06)


Vediamo ora una pianura lunare di minori dimensioni, il mare Nectaris, con una superficie di 100.000 kmq e un diametro di 360 km situato nel settore sudorientale del nostro satellite. Andiamo pertanto a sovrapporre l'immagine telescopica del mare Nectaris ad una porzione del globo terrestre di Google Earth centrata sulla città di Milano ed avremo una ulteriore conferma di come possa variare la percezione delle effettive dimensioni di una qualsiasi struttura lunare rispetto alla corrispondente area situata sulla superficie del nostro pianeta. Infatti nel caso specifico la zona occupata dal mare Nectaris sarebbe delimitata da una circonferenza estesa al Gruppo del Monte Bianco oltre alle città di Cuneo, La Spezia, Modena/Bologna, Vicenza, Trento, Vaduz (Liechtenstein) e il lago di Lucerna in Svizzera. (vedere sotto)

(sopra, immagine 07)


Ma visto che si parla del mare Nectaris conviene approfittarne per proiettare sulla corrispondente area del globo terrestre le tre eccezionali strutture crateriformi di Theophilus, Cyrillus e Catharina rispettivamente di 104, 100 e 104 km situate sul lato ovest di questo bacino da impatto. Pertanto, una volta centrata l'immagine sulla porzione centrale della Pianura Padana, ci rendiamo immediatamente conto di come quei tre crateri così ravvicinati fra loro che nell'oculare di un telescopio ci appaiono sempre così minuti nonostante il loro diametro, si estendano teoricamente su un'area corrispondente a gran parte del cosiddetto Catino Padano con un'estensione dalla città di Asti fino alla costa Adriatica e da Livorno fino all'Alta Valtellina nella zona di Bormio. (vedere sotto)

(sopra, immagine 13)


E se vogliamo verificare ulteriormente l'area che occuperebbe il singolo cratere Theophilus centrato sulla città di Milano così come le altre strutture geologiche di analoghe dimensioni (diametri vicini ai 100 km) tra cui ad es. i crateri Posidonius, Plato, Archimedes, Gassendi, Pitatus ed Arzachel ? Nessun problema, l’area occupata dal cratere Theophilus si estenderebbe inglobando nella propria circonferenza le città di Novara, Voghera, Piacenza, Castelleone (CR), Calcio (BG), Bergamo, Lecco, Varese,  Sesto Calende. (vedere sotto)

(sopra, immagine 14)


Passiamo ora ad una delle più spettacolari strutture del nostro satellite, il Sinus Iridum situato sul margine settentrionale del mare Imbrium, come se si trattasse di un enorme golfo con uno sviluppo costiero di circa 500 km lineari. Considerata la sua conformazione se ne è ritenuta plausibile la sovrapposizione alla costa ligure centrandone l'immagine sulla città di Genova. In questo modo si è  constatata la sua estensione verso occidente fino alla località costiera di Frejus ubicata fra Nizza e Tolone, mentre l'estremità orientale si estende fino alla città di Piombino in Toscana. Conoscendo abbastanza bene il Sinus Iridum dopo svariati anni di osservazioni al telescopio devo ammettere che vedere questa struttura sovrapposta alla costa ligure (pur con gli inevitabili limiti) ha talmente attirato la mia attenzione al punto da osservarla come se mi trovassi all'oculare del telescopio. (vedere sotto)

(sopra, immagine 09)


In un articolo come questo potevano mancare gli Appennini lunari ?  assolutamente no, meglio ancora se posti a confronto con gli Appennini terrestri cioè quelli di casa nostra in quanto costituiscono la spina dorsale della penisola italiana. Le medesime dimensioni in lunghezza di questa catena montuosa lunare, 650 km, (vedere immagine telescopica a lato) vengono indicate dalla linea retta gialla (estesa all'incirca da Firenze a Crotone) presente sul corrispondente tratto di Appennini terrestri la cui lunghezza totale raggiunge però di 1200 km. (vedere sotto)

(sopra, immagine 10)


Un'altra eccezionale struttura del nostro satellite è senza dubbio il grande cratere Clavius situato sull'altipiano meridionale della Luna con un diametro di 231 km. Per un paragone plausibile di questa struttura geologica lunare rispetto ad un ambiente terrestre si è pensato ad una virtuale sovrapposizione sul settore più meridionale del mare Tirreno centrandone l'immagine in corrispondenza del Marsili, il più grande vulcano sottomarino europeo (dimensioni 70 x 30 km, altezza di 3000 mt dal fondo marino ma con la sommità posta a 450 mt sotto il livello del mare). Pertanto il cratere Clavius andrebbe ad occupare un'area (considerare sempre la circonferenza di colore giallo!) a breve distanza dalle zone costiere di Sicilia, Calabria e Campania meridionale. Immaginare di trovarsi in prossimità di una struttura con le dimensioni del cratere Clavius, 231 km e pareti alte 4600 mt dalla base del cratere, deve costituire indubbiamente uno spettacolo grandioso anche ipotizzando questa grande struttura lunare adagiata sul fondo del mare Tirreno, nel qual caso però le sue pareti emergerebbero per oltre mille metri sopra al livello del mare. Forse alcuni ne avrebbero percepita una minore o maggiore estensione una volta sovrapposto sulla corrispondente area del globo terrestre, in questo caso sul mare Tirreno meridionale?. (vedere sotto)    

(sopra, immagine 12)


Veniamo ora al più grande cratere esistente sull'emisfero lunare rivolto verso il nostro pianeta, Bailly, esteso per 311 km nel settore meridionale del nostro satellite in prossimità dell'estremo bordo della Luna, la cui osservabilità subisce l'inevitabile e notevole schiacciamento prospettico che affligge tutte le strutture ubicate sempre più lontano dal centro geometrico del disco lunare, come potete constatare anche nell'immagine telescopica di questo enorme bacino da impatto. In ogni caso, considerate le ragguardevoli dimensioni di Bailly, si è ritenuto interessante ipotizzarne una virtuale sovrapposizione su una porzione del globo terrestre che potesse rendere l'idea della sua effettiva estensione scegliendo pertanto l'Islanda. Naturalmente il cerchio giallo centrato su questa grande isola dell'Atlantico settentrionale indica l'ipotetica area che verrebbe occupata dal cratere Bailly in questo caso visto frontalmente, cioè privo della citata deformazione prospettica. Possiamo facilmente constatare come solamente le zone costiere, nord, est ed ovest risulterebbero all'esterno della circonferenza di questo enorme cratere. (vedere sotto) 

(sopra, immagine 21)


Mai nessuno ha avuto l'idea di immaginare la Rupes Recta (o Straight Wall) nel bel mezzo della Pianura Padana centrandone l'estremità meridionale in corrispondenza della città di Milano? Una volta realizzata questa interessantissima sovrapposizione ho constatato che questa eccezionale e spettacolare faglia prevalentemente rettilinea di 114 km di lunghezza, situata in prossimità del margine sudorientale del mare Nubium, si estenderebbe dal capoluogo lombardo fino alla città di Parma considerando appunto la distanza di 114 km fra le due città. A questo punto sarebbe interessante conoscere se l'ipotetica sovrapposizione di questa struttura geologica potrebbe agevolarne una differente e più realistica percezione riguardo alle sue effettive dimensioni. Ma oltre alla lunghezza della faglia dobbiamo considerarne anche l'altezza di 300 mt con una inclinazione media di 30-40°. Moltissimi osservatori lunari ammetteranno che all'osservazione telescopica anche ad elevati ingrandimenti questo dislivello di 300 mt ben difficilmente si presenta come un dettaglio "facile", ad eccezione forse di poter disporre di condizioni osservative particolarmente favorevoli quanto estremamente rare. Come fare per una differente percezione di ciò che stiamo osservando? Una volta constatato che il dislivello di 300 mt fra i due versanti della Rupes Recta corrisponde esattamente all'altezza della Torre Eiffel di Parigi (metro più, metro meno...) ho ritenuto utile mettere a confronto l'immagine telescopica con una foto di questo grande monumento parigino. L'altezza è identica ma è anche vero che in questo modo la percezione rischia di venire estremizzata al massimo, forse in modo anche eccessivo, ma con un interessante particolare: se noi terrestri almeno per una sera ci trovassimo sulla Luna esattamente in corrispondenza della base della Rupes Recta quel dislivello di 300 mt ci apparirebbe in tutta la sua imponenza come se fossimo a pochi metri dalla Torre Eiffel, proprio come nella foto di riferimento. (vedere sotto)

(sopra, immagine 11)


Dedicandoci ora ad alcune strutture di minori dimensioni ma sempre abbastanza conosciute dagli appassionati di osservazioni lunari vediamo alcuni massicci montuosi fra cui il primo è Mons Delisle situato nella zona di confine fra il mare Imbrium e l'oceanus Procellarum nel settore nordoccidentale del nostro satellite. Si tratta di un gruppo montuoso dalla forma allungata per 51 km ed un'altezza di 1000 mt. Anche questo è stato sottoposto al medesimo trattamento riservato ad altre strutture lunari ipotizzandone in questo caso la sovrapposizione centrata sulla città di Roma. In considerazione della sua forma stretta ma allungata in senso nord-sud, il cerchio giallo centrato su Roma va interpretato come la reale estensione dell'area ipoteticamente occupata da Mons Delisle inglobando alle estremità della rispettiva circonferenza le località di Pomezia e Campagnano nei pressi del Lago di Bracciano. (vedere sotto)

(sopra, immagine 15)


Un altro interessante gruppo montuoso isolato nel mare Imbrium è Mons La Hire esteso per una lunghezza di 20 km ed alto 1700 mt. Centrandone l'immagine sulla città di Milano l'area che ipoteticamente andrebbe ad occupare questa struttura geologica è da considerare all'interno del cerchio giallo inglobando ai bordi della rispettiva circonferenza le località di Opera, San Donato/San Giuliano, Segrate, Cologno Monzese, Cinisello, Bollate, Pero, Settimo, Trezzano sul Naviglio, Rozzano. E' importante notare che si tratta di un modesto rilievo montuoso che all'oculare rimane in ogni caso un piccolo dettaglio anche se osservato con elevati poteri di ingrandimento (a prescindere dalle condizioni osservative), mentre se affianchiamo all'immagine telescopica di Mons La Hire, già notevolmente ingrandita, una sua virtuale sovrapposizione vedremo come la sua effettiva estensione assuma una ben differente percezione rispetto all'osservazione al telescopio. (vedere sotto)

(sopra, immagine 16)


Analogamente a Mons La Hire, anche il massiccio montuoso di Mons Vinogradov di 26 km di lunghezza costituito da varie vette alte fino a 1400 mt situato nel Mare Imbrium è stato centrato sulla città di Milano ottenendone un'area ipoteticamente occupata da questa struttura delimitata da una circonferenza sul cui bordo si trovano le località di Pieve Emanuele, Melegnano, Pantigliate,  Cernusco,  Monza, Senago, Rho, Bareggio, Gaggiano. Anche in questo caso va evidenziata la differenza veramente notevole nella percezione delle effettive dimensioni di Mons Vinogradov fra l'osservazione al telescopio e la sovrapposizione dello stesso su una determinata area del nostro pianeta. Come molti potranno obiettare, un elemento di notevole importanza è costituito dalla distanza dell'oggetto che stiamo osservando. Infatti fra noi e la Luna ci sono mediamente 380.000 km per cui è assolutamente plausibile che una struttura lunare anche di modeste dimensioni una volta rapportata esattamente su una porzione del globo terrestre riveli la propria effettiva estensione. (vedere sotto)

(sopra, immagine 17)


Vediamo ora lo spettacolare cratere Tycho  che con i suoi 78 km di diametro appartiene alla numerosa schiera delle strutture lunari assolutamente irrinunciabili da parte di qualsiasi appassionato di osservazioni del nostro satellite. Anche questo in lista per esibire tutta la sua imponenza una volta sovrapposto alla corrispondente area del globo terrestre, individuata questa volta sul mare Adriatico settentrionale centrando l'immagine fra il Delta del Fiume Po e la penisola Istriana. Una tale struttura di 78 km di diametro che si innalza dal mare Adriatico circondata da imponenti pareti alte 4800 mt si renderebbe certamente visibile anche da una distanza di parecchie centinaia di chilometri considerata anche l'assenza di un qualsiasi ostacolo in particolare dalla Pianura Padana e dalla costa adriatica, uno spettacolo veramente incredibile anche ipotizzando Tycho adagiato sul fondo marino: I bassi fondali dell'Alto Adriatico (mediamente intorno ai 70/100 mt di profondità) garantirebbero comunque uno spettacolo grandioso. (vedere sotto)

(sopra, immagine 18)


Ma se questo per alcuni non dovesse bastare, eventualità questa da non sottovalutare, ho pensato anche a sovrapporre ipoteticamente Tycho alla città di Bologna  col risultato di uno spettacolo altrettanto imponente. Infatti l'area che verrebbe occupata da questa struttura lunare centrata su Bologna sarebbe compresa entro una circonferenza delimitata dalle località di Firenzuola, Faenza, Argenta, Ferrara, Mirandola e Modena. Anche in questo caso il cratere Tycho si esibirebbe in tutta la propria grandiosità in una ben differente percezione delle sue effettive dimensioni rispetto alla già spettacolare osservazione al telescopio. (vedere sotto)

(sopra, immagine 08)


La catena dei monti Riphaeus  è costituita da alcuni gruppi montuosi con altezze sui 1000 mt e si estende per 155 km in direzione nord-sud nell'oceanus Procellarum. Visto che le dimensioni di questi monti sono molto simili a quelle della Corsica se ne è valutata un'utile sovrapposizione ed il risultato è quello che potete vedere nella rispettiva immagine. Considerando in ogni caso che l'area teoricamente occupata viene indicata all'interno della circonferenza del cerchio giallo, in questo caso ne risulterebbero escluse solamente le estreme zone costiere meridionali e settentrionali della Corsica. (vedere sotto)

(sopra, immagine 19)


A questo punto non poteva mancare almeno un rappresentante della variegata e numerosa famiglia dei Domi lunari, infatti ora tocca al Domo Kies-P1 un rilievo montuoso di origine vulcanica con larghezza alla base di 13 km e altezza di soli 145 mt con un bel craterino sommitale. Questa interessante struttura geologica lunare si trova nel mare Nubium in prossimità dell'omonimo cratere Kies. Dopo una rapida ricerca per stabilire su quale angolo del globo terrestre ipotizzare una sovrapposizione del Domo Kies-P1 la scelta è caduta sull'italico Lago di Bolsena. Come potete vedere dall'immagine le dimensioni di entrambe le strutture coincidono quasi perfettamente, al punto che ne rimarrebbe scoperta solamente l'estrema zona costiera di sudest presso la località rivierasca di Montefiascone. Ora diviene importante concentrare l'attenzione sull'immagine di riferimento. Nel riquadro in alto a sinistra vediamo un forte ingrandimento del Domo Kies-P1 mentre nel riquadro in alto a destra ne viene mostrata l'immagine originale di partenza, una normale immagine telescopica in cui il Domo in oggetto viene indicato dal cerchio di colore azzurro, analogamente a come questa struttura viene osservata nell'oculare di un telescopio a medio/basso ingrandimento. Abbiamo visto che l’altezza del Domo Kies-P1 è di 145 mt pertanto come plausibili riferimenti si è pensato alla Piramide di Cheope (alta 139 mt) ed alla Basilica di San Pietro in Roma (alta 133 mt) le cui immagini di riferimento sono state inserite proprio per portare il lettore a rendersi conto che quel piccolo dettaglio osservato sulla superficie del nostro satellite attraverso l’oculare o in un’immagine della Luna in realtà è paragonabile a strutture note sul nostro pianeta per la loro imponenza. (vedere sotto)

(sopra, immagine 20)


Ampliamo ora il nostro raggio d’azione e prendiamo in esame le Alpi lunari costituite da una vastissima regione montuosa estesa per 260 km dal cratere Plato fino ai monti Caucasus, situata nel settore centrosettentrionale del nostro satellite, in cui trovano la loro massima altezza i numerosi picchi esistenti in prossimità del mare Imbrium culminanti negli oltre 4000 mt del mons Blanc. Su quale angolo del nostro pianeta potremmo immaginare una ipotetica sovrapposizione delle Alpi lunari ? Semplice, sulle nostre Alpi terrestri centrando ad esempio l’immagine in corrispondenza della città alpina di Sondrio, in Valtellina. Con una estensione di 260 km rispetto ai 1300 km delle Alpi nostrane, l’area che verrebbe occupata dalle Alpi lunari si estenderebbe entro una circonferenza delimitata dalle località di Piacenza, Mantova, Verona, Vicenza, Bolzano, San Gallo (Lago di Costanza), Briga (Svizzera), Domodossola, Novara, Pavia. (vedere sotto)

(sopra, immagine 27)


Veniamo ora ad alcune strutture lunari rientranti nella tipologia dei cosiddetti crateri fantasma, limitati bacini da impatto quasi completamente sommersi sotto lo strato di detriti o materiale lavico di cui emergono solamente le sommità delle pareti, alte nella maggior parte dei casi non oltre i 500-1000 metri. Iniziamo con Egede, un cratere di 37 km situato a nordest delle Alpi e contornato da pareti di 420 mt di cui se ne è ipotizzata la sovrapposizione alla penisola pugliese del Gargano col risultato che Egede verrebbe ad occupare un’area delimitata dal Golfo di Manfredonia, Mattinata, Peschici, Rodi, Lago di Varano col rispettivo litorale, San Giovanni Rotondo. Ma se intendiamo confrontare le sue modeste pareti di 420 mt con una struttura artificiale esistente sulla superficie del nostro pianeta le cui dimensioni possano fornire un confronto realisticamente plausibile dobbiamo considerare le Petronas Twin Towers di Kuala Lampur in Malesia, inaugurate nel 1998 e tra gli edifici più alti del mondo con i loro 452 mt. Certamente dobbiamo sempre considerare che quando osserviamo le pareti del cratere Egede, come di una qualsiasi altra struttura lunare, queste si trovano alla distanza di circa 380.000 km dalla Terra mentre, nel caso specifico, le Petronas Twin Towers di Kuala Lampur le vediamo dalla superficie del nostro pianeta, ma in ogni caso il divario nella percezione di questi due dettagli aventi la medesima altezza appare veramente notevole anche se occorre precisare che, qualora ci trovassimo alla base di entrambi nel medesimo istante, in tal caso non si noterebbe alcuna sostanziale differenza ad eccezione probabilmente dell'inclinazione e della lunghezza delle pareti del cratere in esame.

 (sopra, immagine 22)


Proseguiamo con Stadius , un cratere di 66 km di diametro anch’esso appartenente alla numerosa famiglia dei crateri fantasma situato nel settore centrosettentrionale del nostro satellite fra i crateri Copernicus ed Eratosthenes. Le sue pareti, estremamente irregolari ed anche discontinue, mediamente sono alte circa 60/80 mt mentre raggiungono la massima elevazione con i 650 mt del suo settore nordest. Anche Stadius è stato sottoposto al medesimo trattamento ipotizzandone in questo caso la sovrapposizione sulla città di Napoli per confrontarne l’estensione, constatando pertanto che questo cratere andrebbe ad occupare una vasta circonferenza con diametro di 66 km delimitata dalle località di Capri, Amalfi, Nocera Inferiore, Sant’Agata dè Goti, Limatola, Castel Volturno, Ischia. Abbiamo visto che in corrispondenza del settore nordest di Stadius una porzione delle pareti intorno al cratere raggiunge la massima elevazione di 650 mt, dettaglio nella maggior parte dei casi abbastanza elusivo all’osservazione telescopica anche ad elevati ingrandimenti per cui si è pensato ad un plausibile confronto con una struttura artificiale del nostro pianeta, precisamente la Shanghai Tower di 632 mt di altezza, il più alto grattacielo della Cina.

(sopra, immagine 24)


Una ulteriore percezione altrettanto estremizzata quanto efficace ci viene fornita dal cratere Kunowsky di 20 km di diametro situato nell’oceanus Procellarum. Per quanto ne riguarda l’estensione, sovrapponendo questa struttura alla città di Milano dobbiamo constatare come l’area che verrebbe occupata da Kunowsky includerebbe nella propria circonferenza le località di Rozzano, Opera, San Donato/San Giuliano, Segrate, Cologno, Cinisello, Bollate, Pero, Settimo, Trezzano SN. Se poi intendiamo effettuare un paragone abbastanza plausibile fra la cerchia delle pareti intorno al cratere Kunowsky alte 850 mt rispetto ad una struttura artificiale terrestre ecco che dobbiamo andare a scomodare addirittura il Burj Khalifa di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che con i suoi 829 mt è attualmente la più alta struttura artificiale mai realizzata dall’uomo sulla superficie di questo pianeta. Finora qualche appassionato intento ad osservare nel proprio telescopio il piccolo cratere Kunowsky non si è mai preoccupato di immaginare i suoi 20 km di diametro sovrapposti alla città di Milano, paragonando inoltre le pareti del cratere a quello che attualmente è il più alto grattacielo esistente sul nostro pianeta?

(sopra, immagine 25)


Per concludere vediamo infine anche il cratere Reinhold-B  di 24 km di diametro con pareti di 1060 mt, situato nella regione lunare a sud di Copernicus. Proiettando questa modesta struttura lunare sul Delta del fiume Po, centrando l'immagine fra le località di Porto Tolle e Donzella, possiamo vedere come l'area che verrebbe occupata dal suo diametro di 24 km si estenderebbe lungo una circonferenza che comprende le località di Gorino, Bonelli, Pila, Boccasette, Porto levante, Taglio di Po, Monticelli. E alle anonime pareti del cratere Reinhold-B alte 1060 mt vogliamo dare un confronto più o meno plausibile ? Certamente, anzi siamo andati a disturbare addirittura la Jeddah Tower o Kingdom Tower, il super grattacielo che quando verrà ultimato (probabilmente nel 2020) a Jedda, in Arabia Saudita, con i suoi 1000 metri sarà il più alto edificio al mondo, spodestando pertanto il Burj Kalifah di Dubai che perderà il primato.                                                                        

(sopra, immagine 23)


Abbiamo proiettato la Luna su vaste aree del nostro pianeta, dall’intero disco lunare passando poi ai grandi bacini da impatto e alle principali strutture crateriformi, da alcune delle più note catene montuose fino ai picchi isolati nelle pianure, da determinate strutture geologiche per concludere infine con una serie di crateri minori ma non per questo meno importanti, infatti le modeste altezze delle pareti di questi crateri sono state poste a confronto con le notevoli strutture artificiali di analoghe dimensioni realizzate sulla superficie terrestre. Se consideriamo l’intero disco del nostro satellite proiettato sulla Terra abbiamo l’esatta percezione della differenza fra le dimensioni della Luna (diametro 3472 km) e il nostro pianeta (diametro 12742 km). Abbiamo visto inoltre come ad alcune grandi pianure lunari, Imbrium (1200 km), Crisium (490 km), Serenitatis (670 km), Nectaris (360 km), corrispondano rispettivamente l’intera Penisola Italica dalle Alpi alla Sicilia oltre ai mari Adriatico e Tirreno (Imbrium), l’Italia Centrale unitamente a vaste porzioni dei mari Tirreno e Adriatico (Crisium), gran parte della Penisola Iberica (Serenitatis) e una vasta porzione dell’Italia Settentrionale (Nectaris). Ma non potevamo limitarci a queste semplici anche se interessanti sovrapposizioni, si è pertanto reso necessario spostare il confronto su alcune delle strutture geologiche minori del nostro satellite anche a costo di estremizzare la differenza nella percezione di determinati dettagli come, ad esempio, fra le basse pareti dei crateri fantasma Egede (420 mt), Stadius (650 mt nel punto più elevato), Kunowsky (850 mt) confrontate con alcuni fra i più alti grattacieli esistenti, sempre nel rigoroso rispetto, per quanto possibile, delle rispettive dimensioni. E proprio qui sta il contrasto: Se quel semplice e modesto dettaglio che all’osservazione telescopica consideriamo il più delle volte banale o di secondaria importanza, qualora, ad esempio, gli 850 mt della parete del cratere Kunowsky venissero idealmente accostati a quello che è attualmente il più elevato grattacielo al mondo (il Burj Khalifa di Dubai alto 829 mt), l’osservazione di questa modesta struttura lunare assumerebbe probabilmente una ben differente percezione analogamente ai 1060 mt delle pareti di Reinhold-B  posti addirittura a confronto con i 1000 mt di quello che dal 2020 sarà il più alto grattacielo al mondo.

A questo punto forse alcuni potrebbero porsi la domanda: “E se invece ci trovassimo sulla Luna per 'tentare di osservare' col telescopio le strutture esistenti sulla superficie della Terra, fra cui gli 829 mt del Burj Khalifa o i 1000 mt del Jeddah Tower, quale sarebbe la percezione di questi due curiosi dettagli terrestri rispetto alle 'altissime' pareti dei crateri Kunowsky e Reinhold-B ?". A tale proposito è stata inserita una ripresa telescopica del cratere Kunowsky a cui come confronto è stata affiancata un'area di Dubai centrata alla base del Burj Khalifa col medesimo diametro del citato cratere e ricondotte entrambe alla medesima scala d'immagine. Da quanto è possibile constatare gli 850 mt delle pareti del cratere Kunowsky si notano chiaramente anche in considerazione della vicinanza al terminatore lunare, al contrario di ciò che si percepisce sulla porzione del globo terrestre di Google Earth, ma per maggiori e più precisi dettagli attendiamo di poter trasportare un telescopio sulla Luna......   

(sopra, immagine 28)